Stracciatella romana

La prima volta che ordinai in una trattoria romana la stracciatella da buon barese mi aspettavo che mi portassero quell’ incredidibile miscuglio fatto di mozzarella stracciata affogata nella panna che costituisce l’ interno della burrata e invece mi arrivò questa preparazione, d’istinto dissi al cameriere che aveva sbagliato tavolo e che io stavo aspettando un’  altra cosa poi notando gli sguardi un pò severi e un pò divertiti dei miei commensali mi venne il dubbio che qui nel Lazio la stracciatella fosse questa e non quella che mi aspettavo io… passato l’ imbarazzo iniziale constatai che fu,  e continua a esserlo,  una bella scoperta, questa semplice ricetta… soprattutto nelle sere di questo interminabile inverno. 
Buon fine settimana  
Stracciatella romana
Ingredienti per 4 persone:
2 uova
3 cucchiai di Parmigiano Reggiano
1 litro di brodo
Noce moscata
Scorza di limone
Preparazione:
Preparare il brodo ( più ci mettete cura a preparare il brodo,  migliore sarà il risultato ), aggiungere le uova sbattute precedentemente con un pizzico di sale e Parmigiano grattugiato, amalgamare molto velocemente con una frusta. Servire con una spolverata di noce moscata e della scorza di limone grattugiato.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco come la malvasia secca dei castelli romani.

Carciofi alla Romana… mica micio micio bau bau

Rimaniamo in Francia anche oggi anzi per l’esattezza in Bretagna, dove ci sono questi campi sterminati di carciofi e che carciofi, sono a dir poco gigantesti che loro consumano (e Fiammetta saprebbe raccontantarvelo meglio avendoci vissuto per un anno a differenza mia che vi soggiornai per un periodo brevissimo) bolliti naturalmente puliti e capati dalle foglie più dure e conditi solo con il sale. Il modo di mangiarli e a dir poco originale (ci passano la serata intera) nel senso che staccano una foglia per volta , la infilano completamente in bocca tenendola sempre tra le dita e schiacciando continuamente i denti la fanno riuscire dalla bocca gustando solo il succo che ne fuorisce dallo schiacciamento. Mi spiego meglio ricordate i salatini stick salati a forma di fiammifero? ricordate come si mangiavano da piccoli a mò di coniglio? bhè loro utilizzano la stessa maniera solo nel verso opposto…  fiuù è  difficile da spiegare ;-)
Carciofi alla Romana…  mica micio micio bau bau 
Ingredienti per 4 persone:
4 carciofi grandi
1 limone
Prezzemolo
Olio extraverdine d’oliva
Aglio
Mentuccia Romana
Sale
Pepe
Preparazione:
Pulire bene i carciofi togliendo la parte più dura e lasciare i gambi con una lunghezza di 3/4 cm. Aprire i carciofi e togliere il fieno al centro aiutandosi con uno scavino (nel frattempo teneteli in acqua e limone per non farli annerire) e farcirli all’interno con un trito di prezzemolo, aglio, mentuccia fresca, olio, sale e pepe. Sistemarli capovolti in una pentola dai bordi alti in modo che stiano bene attaccati, salarli, coprirli con una soluzione in proporzione deve essere un litro d’acqua e mezzo litro di olio, coprire la pentola e cuocere per unaquindicina di minuti. Dopodichè tirarli fuori e prima di servirli passarli in forno già caldo per qualche minuto con un filo di soluzione usata per la cottura tale da scaldarli e farli anche asciugare.
Vino: con questo piatto non si può abbinare il vino dato l’alto contenuto di tannino dei carciofi… ma se proprio volete potete abbinarci un cannellino dei castelli romani… un pò strano come abbinamento ma interessante.

Grazie agli accordi della casadellazzardo.com con i migliori e i più sicuri casino online, finalmente potrai imparare gratis tutti i trucchi per vincere alla slot machine!

Hamburger ricco… mi ci ficco

… Parigi Parigi. Dopo Bari, Milano e Roma è la città che meglio conosco in assoluto essendoci stato uno ziliardo di volte anzi la conoscevo già molto bene prima di esserci andato tramite i racconti di Georges Simenon con il suo mitico commisario Maigret di cui sono uno sfegatato fan. Ricordo molto bene una brasserie di fronte al posto dove stavamo di solito, che ogni mattina metteva fuori la sua lavagnetta con piatti sempre diversi tranne il loro piatto di punta che era la steack haché  (leggi hamburger) alla Bismark. Durante l’ora di pranzo ci passavo e vedevo attraverso i vetri, molti commensali che gustavano con aria soddisfatta questi pezzi di carne grondanti di fluido giallognolo…
Questo ricordo ha affollato la mia mente in questi giorni di forzato riposo tanto da chiedere a Fiammetta di prepararmene uno seguendo le mie istruzioni e aggiungendo un ingrediente (pugliese come la scamorza) che non esiste nella ricetta originale… Un giorno vi racconterò del mitico mercato che facevano ogni domenica mattina a Villiers sur Marne paesino alle porte di Parigi pieno di odori, colori e gente di ogni razza che lo affollavano… 
Hamburger ricco… mi ci ficco
Ingredienti per 4 persone:
4 hamburger
4 fette di scamorza affumicata
4 uova
Sale
Pepe
Preparazione:
Scottare leggermente gli hamburger in padella a fuoco vivace, toglierli dalla padella e poggiarli in una teglia foderata con carta da forno, tagliare quattro fette di scamorza e poggiarle ognuna su un hamburger; nel frattempo cuocere le uova in un padellino antiaderente con un filo di olio, non appena cotti tagliarli con il coppa pasta e posizionarli sulle fette di scamorza che ricoprono gli hamburger. Passarli per qualche minuto in forno già caldo fino a quando la scamorza inizia a sciogliersi. Servirli con sale e pepe.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un rosso leggero come bardolino Doc

Gnocchi al telefono

Gnocchi al telefono
Ingredienti per 4 persone:
500 gr. di gnocchi di patate
800 gr. di polpa di pomodoro
300 gr. di mozzarella
6 foglie di basilico
Parmigiano grattugiato
Olio eztravergine di oliva
Sedano Cipolla
Aglio
Sale
Pepe
Preparazione:
Rosolare in padella,  con l’olio extravergine di oliva, sedano,  cipolla e aglio e, in un secondo momento calare la polpa di pomodoro, cuocere a fuoco lento per 15-20 minuti aggiustando con sale e pepe. Far bollire gli gnocchi di patate e appena riemergono scolarli e poggiarli in una teglia rettangolare insieme al pomodoro e al basilico spezzettato. Mescolare bene e coprite con la mozzarella tagliata a piccoli cubetti e il Parmigiano grattugiato. Mettere in forno a 220° finché la mozzarella fili.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un rosato di nero buono di cori (LT)

Le uova della “sorella nera”

Questa è un altra ricetta di Joe Cipolla cuoco personale di Al Capone, nell’attesa che Rocco riesca ad alzarsi dal letto vi presento questa ricetta alquanto originale e curiosa…  Queste uova Joe Cipoolla le preparò in carcere a un boss italo/americano detto il papa e il nome gli venne suggerito da Frank Carioca un altro boss scappato a Cuba soprannominato “sorella nera”… 
Le uova della sorella nera
Ingredienti:
7 uova
50 gr. di cacao in polvere dolcificato
1 bustina di zucchero a veno
Cannella
Olio extra vergine di Oliva
Preparazione:
Rassodare 6 uova, raffreddarle mettendole in acqua fredda e sgusciarle. Tagliarle a metà e toglierne i tuorli; passarli al setaccio dentro una terrina e aggiungere metà del cacao in polvere, lo zucchero, un pizzico di cannella e  un tuorlo crudo; mescolare accuratamente. Riempire le scodelline degli albumi spolverizzandole con il cacao rimanente. In una padella per friggere mettere dell’olio da portare a ebollizione: passare ogni uovo nell’albume rimasto, sbattuto, e friggerlo in olio bollente.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei una malvasia delle lipari

La caponata di “Al Capone”

Premessa d’obbligo prima di sollevare un vespaio: Sono Tassativamente Contrario alle mafie di ogni paese, la pistola ritratta nella foto è un modello “giocattolo” , Non provo nessun tipo di ammirazione per questi personaggi legati alla mafia, né tanto meno ai loro modi di agire, anzi … Il tutto nasce per caso, veniamo a conoscenza dell’esistenza di questo libro ( quasi introvabile ) di questo personaggio “Joe Cipolla” che ci ha divertito molto, abbiamo deciso quindi di proporvi in modo del tutto scanzonatorio le ricette tratte da questo libro… ;-))
Caponata di Al Capone
Ingredienti:
1 kg. di melanzane
Sale
600 gr. di cipolle
Olio extra vergine di oliva
600 gr. di pomodori
Aceto
100 gr. di capperi
1 sedano a pezzi
Aglio
Zucchero
Preparazione:
Lavate le melanzane, tagliatele a listarelle, cospargerle di sale e lasciarle riposare. Tritate le cipolle e soffriggetele nell’olio; quando saranno imbiondite aggiungete i capperi, il sedano tritato, e farcite con l’aglio. Rosolate le verdure e poi unite i pomodori,  liberati dai semi e tagliati a fettine. Quando i pomodori saranno cotti toglierli dal fuoco. Friggere le melanzane in olio e quando avranno preso un bel colore dorato sgocciolarle e aggiungerle ai pomodori. Versare l’aceto sopra il tutto aggiungere un cucchiaino di zucchero. Mescolate bene e continuate la cottura a fiamma bassa finché l’aceto sarà evaporato. Servire la caponata fredda … come la vendetta.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un rosso siciliano frappato

Quaglia con fagioli cannellini

Quando ero piccolo avevo escogitato una maniera per guadagnare le famose 50 lire che servivano per comprare gelati… mi rivolgevo a parenti e amici dei miei genitori dicendogli: per sole 50 lire vi racconto una filastrocca di senso compiuto di 24 parole tutte che iniziano con la lettera “p”, che raccontava di un pittore che per farsi pagare da un principe un giorno aveva scritto sulla parete principale del castello queste 24 “p”
Pietro paolo pittore palermitano pittava per poco prezzo porte portoni piazze e palazzi principe porco pagami presto perchè parole poco pensate possono procurare pene pesanti.
Starete pensando e tutto questo che c’azzecca ? Sinceramente non lo so, provate a stare tutto il giorno a letto tra antibiotici, fermenti lattici e altri medicinali vari e vedrete che a fine serata sparlerete come sto facendo io ora ;-))  
Quaglia con fagioli cannellini
Ingredienti per 4 persone:
8 quaglie già pulite
50 gr. di capperi
2 cipolle
250 gr. di fagioli cannellini
1 spicchio di aglio
2 pomdori maturi
50 gr. di lardo
2 foglie di alloro
1 porro
1 dl. di vino bianco secco
Olio extravergine di oliva
Preparazione:
Sbucciate e tritate l’aglio insieme con metà del lardo, una foglia di alloro e una di salvia, il porro, i pomodori e rosolate il tutto in tre cucchiai di olio. Aggiungete i fagioli precedentemente ammollati e lasciate insaporire per qualche minuto a fuoco vivace; copriteli con l’acqua e lasciateli cuocere per una ora e mezza circa. Disponete le quaglie inuna pirofila da forno e cospargetele con il restante lardo tritato insieme agli aromi rimasti. Aggiungete le cipolle tritate i capperi e il vino, condite con due cucchiai di olio,  salate,  pepate e cuocete in forno a 200° per circa venti minuti. Servite le quaglie su dei mucchietti di fagioli.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un piedirosso dei campi flegrei Doc

Zuppa uovo e pan bagnato

Si dice: se non è zuppa è panbagnato… e se fosse zuppa e panbagnato come la mettiamo ? ;-))
Signori se si muore dal freddo e nevica nella mia terra santa (puglia) permettemi la licenza, dicevo se in terra santa si muore dal freddo vuol dire che l’Italia è proprio stretta da una morsa di gelo… ma noi oltre a coprirci  sapete che facciamo ? Semplice, ci prepariamo questi piattini belli belli, caldi caldi e fumanti…     
Zuppa uovo e pan bagnato
Ingredienti per 4 persone:
4 uova
1 lt. di brodo di carne
80 gr. di burro
16 fette di pane
Pepe
Sale
Preparazione:
Fondere il burro in una padella e insaporarirvici le fette di pane. Quando si saranno dorate disporle nei piatti fondi insieme alle uova sgusciate. Versarvi il brodo bollente evitando di farlo cadere direttamente sull’uovo. Servire con una macinata di pepe e un pizzico di sale.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco veronese soave Doc

Trofie cozze e cicerchie

Elisabetta Day:
Buon giorno amici!
Anche oggi Rocco ha scelto un piatto che esalta i sapori della terra pugliese, una ricetta che è il trionfo di mare e terra, profumo e sapore. Eh si, si tratta delle”Trofie con cozze tarantine  e cicerchie”. Delle cicerchie, abbiamo conosciuto la zuppa che il nostro cuoco preferito, ha preparato i giorni scorsi, delle cozze, devo aggiungere qualcosa io, perche’ qui si parla della mia citta’ delle cozze tarantine, che hanno un profumo ed un sapore senza eguali. I pescatori amano molto le loro coltivazioni di mitili, piantano dei pali, in mare, dove il seme, messo a dimora, attecchisce e prende vita, la cozza comincia a crescere, dapprima piccina come una lenticchia, poi il nutrimento marino e le coccole delle onde, fanno il resto. Da qui le famose “zoche” di cozze tarantine. La scelta delle trofie poi, sembra casuale, ma non lo è affatto arrivando essa dal mare ligure diametralmente opposto a quello tarantino. Il piu’ delle volte preparata in casa, tratterra’ tutto il sapore gustoso del sugo naturale delle cozze che, miscelato a quello delle cicerchie, coronerà questa fantastica pietanza…
Trofie cozze e cicerchie
Ingredienti per 4 persone:
500 gr di trofie fresche
300 gr di cicerchie già cotte
1 kg di cozze tarantine
6 pomodorini al filo
2 spicchi d’aglio
Olio buono
Prezzemolo
Pepe bianco
Preparazione:
Lavare bene le cozze, aprirle a mano o sul gas, filtrarle e tenere da parte la loro acqua. In una padella far indorare l’aglio con l’olio, aggiungere le cicerchie già cotte(vedi mia ricetta zuppa di cicerchie), i pomodorini a spicchi, le cozze e far cuocere per una decina di minuti. Cuocere le trofie, scolarle e aggiungerle al sughetto di cicerchie e cozze, regolare il sapore con l’acqua delle cozze, spadellare e servire con una bella macinata di pepe.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un Pinot grigio friulano Doc

Pane e salame… di cioccolato

Eccoci cari amici dopo questo week end “siberiano” appena trascorso, reduci da un pranzo luculliano fatto a casa di amici (Silvia e Angelo) con tanto di pollo “quello vero” alla brace e un monumentale mont blanc che ho “scalato” con due porzioni da granatiere di Sardegna…
Blogghista per un giorno… venghino siiiori, Rocco vi ospita tra le sue mura. 
Vi comunico che domani non ci sarà un mio articolo di apertura della ricetta perchè io e Fiammetta abbiamo deciso di ospitare tra le nostre mura uno di voi… domani lasceremo spazio ad Elisabetta nostra fedele lettrice ormai amica quotidiana di presentare una ricetta da me preparata e da Fiammetta fotografata. Chiunque abbia voglia di fare altrettanto non deve fare altro che lasciarmi un commento e qualche giorno prima io gli manderò in anteprima sia la ricetta sia la foto tale da poterlo preparare con tutta calma… Ed ora un tuffo nel passato, facciamo merenda con:
Pane e salame… di cioccolato
Ingredienti
120 gr. di zucchero
1 uovo
80 gr. di cacao amaro
70 gr. di burro morbido
50 gr. di nocciole
1 tuorlo
70 gr. di biscotti secchi
Preparazione:
Sbattere l’uovo con lo zucchero e il tuorlo, incorporare il cacao setacciato e il burro ammorbidito a temperatura ambiente.  Amalgamate il tutto con le nocciole e i biscotti pestati. Poggiarlo su un foglio di alluminio e lavoratelo fino ad assumere la forma di un salame. Prima di servirlo tenerlo in frigorifero per almeno tre ore.
Vino: con questo piatto nei calici verserei un marsala semi secco Doc