Ciocco-Morbido
21 dic 2009 Pasticceria 11 commenti

Buono buono…
Facile facile…
Caldo caldo…
Dolce dolce…
Come gli auguri di buone feste che vi lascio da parte mia, di Fiammetta e di Domenico.
Ciocco-Morbido
Ingredienti per 8 bicchierini di alluminio
200 gr cioccolato fondente (più buono è migliore sarà il risultato)
200 gr burro
160 gr zucchero
4 uova
40 gr farina
Una bustina di vanillina
Preparazione:
imburrare e infarinare gli stampini di alluminio e metterli nel freezer. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro e lo zucchero sbattendo bene con una frusta. Fare raffreddare leggermente e incorporate le uova uno alla volta. Aggiungere in ultimo la farina setacciata. Mettere il composto negli stampini e tenerli nel freezer per 4 ore. Scaldare il forno a 220 e infornare gli stampini congelati e cuocerli per 10 minuti. Se gli stampini sono stati preparati il giorno prima, la cottura sarà di 15 minuti. La cottura creerà una crosticina esterna, lasciando tuttavia il ripieno morbido e cremoso. Servire con zucchero a velo e dei frutti freschi e colorati.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un Moscato passito di Scanzo Rosciate.
Una domenica in cantina…
18 dic 2009 Amici, Rocco e i suoi... racconti 4 commenti

Quello che leggerete di seguito non è pubblicità, non ho percepito nessun compenso per scriverequesto articolo ma è solo la descrizione di una giornata passata in cantina.
… Quello che più mi ha colpito di questa giornata è stata cogliere la “caparbietà” di questo giovane e moderno contadino/produttore di nome Damiano Ciolli che ha voluto fare le cose fatte bene in un territorio dove la quantità prevale sulla qualità. Finalmente dopo tante chiacchiere siamo riusciti a organizzare questa giornata in cantina, appuntamento alle 9, autostrada sgombra, arrivo a Olevano Romano, Damiano che ci aspetta, prendiamo delle stradine di campagna e arriviamo tra i suoi vigneti… ci racconta dei sistemi di allevamento delle vigne, delle varie potature, dei vini che produce da esse, poi ci racconta di un aneddoto di quando è passato dai 100 quintali per ettaro ai 35 attuali e delle lotte che ha dovuto fare con il padre che aveva una concezione diversa e delle sofferenze che ha patito, in quel momento mi è venuto in mente mio nonno, vecchio contadino austero e contrario ai cambiamenti. Lasciati i vigneti, il cielo terso, l’aria tagliente ci siamo spostati in paese, nella sua piccola cantina a conduzione famigliare, ci hanno accolto la mamma con un vassoio di leccornie e il papà intento a preparare la brace. Siamo partiti dal locale delle vinificazioni, una sala operatoria, pulitissima, con diversi macchinari, fusti di acciaio, bottiglie senza etichette, per passare poi nella barricaia… ambiente completamente diverso, molto più caldo sia di temperatura (controllata a 22°) e sia di atmosfera… e di questo ambiente vi lascio alle parole di Fiammetta astemia/neofita al mondo del vino…
Fiammetta sulla via del ritorno ci ha detto questo:
Non avevo mai assistito prima di oggi ad una degustazione di vini giovani, ma così giovani (oserei dire neonati) da avere la senzazione di trovarmi appunto per questo non in una cantina ma in una nursery, con le barrique al posto delle culle, con le lunghe pipe di vetro al posto dei biberon e il vino che aspetta tranquillo e dormiente di essere accolto nell ampio bicchiere. Il silenzio, dopo la spiegazione di Damiano sulle tecniche e i tempi e le uve utilizzate e il terreno e …. e … e …. e , é calato all’ improvviso su noi visitatori curiosi e rispettosi di trovare nel bicchiere quei colori e quei profumi che ci erano stati descritti poco prima e la sensazione di stare per assistere a qualcosa di speciale. Queste immagini rappresentano proprio quel momento magico, l’ attesa di assaggiare un vino di due mesi, ancora non affinato e rude nei suoi vagiti, ma già con la sua prepotente voglia di farsi sentire e riconoscere. Dopo la barricaia ci siamo spostati in cucina e di li a mettere le gambe sotto il tavolo è passato solo un istante… Massimo a provveduto ad aprire le sette bottiglie (dal 2007 al 2001) del “Cirsium” il rosso di punta di Damiano che ha accompagnato in ordine sequenziale: antipasto di salame e pecorino con pane alle nocciole, tonnarello con sugo di carni miste, abbacchio e salsicce alla brace… il tutto condito da chiacchiere amichevoli, spiegazioni del nostro amico super esperto di vini Paolo, dall’ espressione sincera ed orgogliosa dei genitori di Damiano del proprio figlio e da quel caldo nettare rosso che veniva continuamente versato nei nostri bicchieri. Che altro dirvi cari amici ??? Così abbiamo trascorso la domenica… Penso di interpretare anche il pensiero degli amici che hanno condiviso con me questa bella domenica e di dire a nome di tutti: Grazie Damiano e continua così…

Paolo che sente i profumi

ma quanto è brava Fiammetta con la macchina fotografica ?!

Filomena e Massimo tra le vigne

Questa foto parla da sola…

Io, la mia mano e il bicchiere

La culla del Cirsium

Zio Daddo

La stappatura…

Io

Quella matta della fotografa… e me la so pure sposata…

Ci siamo divertiti molto… Auguri dal focolare…
Maccheroncini con carciofi e moscardini
14 dic 2009 Piatti Pugliesi, Primi 11 commenti

Prima di inserire questo piatto ho digitato nella casella “cerca” la parola carciofi e ho scoperto di averli preparati in mille modi diversi… sarà che sono un fan sfegatato di questo ortaggio/verdura (bhò) ? Rimango sempre estasiato quando mangio i carciofi e la mia memoria mi porta subito a quelle giornate invernali quando tornavo dalla scuola e aprendo la porta di casa venivo inondato dal profumo dei carciofi fritti… oppure quando rientravo a casa in piena notte e sbirciando tra il frigo e il forno trovavo la cuccumella di carciofi ripieni al sugo che divoravo nel silenzio e nell’oscurità della cucina per non svegliare i miei genitori armato di una gran fetta di pane di altamura e di un sano appetito notturno…
Maccheroncini con carciofi e moscardini
Ingredienti per 3 persone:
500 gr di maccheroncini freschi
500 gr di moscardini freschi
3 carciofi
6 pomodorini ciliegini
1 scalogno
olio
pepe
sale
Prezzemolo
Preparazione:
In una padella già calda con un filo d’olio extravergine mettere i carciofi puliti e tagliati a spicchi, i pomodorini interi, mezzo scalogno, sale e pepe, farli cuocere aggiungendo un pò d’acqua, portare a cottura. Prelevare due o tre spicchi e frullarli fino a farli diventare una cremina. Nella stessa padella dei carciofi, con un filo di olio e l’altra metà dello scalogno aggiungere i moscardini precedentemente sbollentati, salare pepare e portare a cottura. Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Scolarla al dente e mantecarla con i carciofi, la sua cremina e i moscardini. Servire con del prezzemolo tritato finemente e una spolverata di pepe macinato.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco inzolia Siciliano.
Rustica di porro formaggio e zucchine
7 dic 2009 Apristomaco, Mangia con le mani 7 commenti

Arieccoci con un’altra ricetta della nonna… Una di quelle ricette che riaccendono la memoria quando si è tutti intorno alla tavola in queste fredde giornate aspettando il natale…
Un grande saluto a tutti… in particolar modo ai nuovi amici americani Annmarie e Richard. I hope i’ll see you soon.
Rustica di porro formaggio e zucchine
Ingredienti:
1 rotolo di pasta brisè
100 gr di caciotta semistagionata
2 zucchine
1 porro
2 uova
Olio buono
3 cucchiai di parmigiano grattuggiato
Pepe
Sale
Preparazione:
Adagiare la pasta brisè su un tagliere e lasciarla riposare. In una padella antiaderente con un filo di olio cuocere a fuoco vivace, prima i porri e subito dopo aggiungere le zucchine (all’occorenza aggiungere un filo di acqua), salare, pepare e portare a cottura, spegnere e fare raffreddare. In una cuccumella sbattere le uova con il parmigiano, aggiungere le verdure cotte e la caciotta precedentemente tagliata a tocchetti. Versare il composto ottenuto nella teglia (ricoperta da carta da forno) sulla pasta brisé adagiata all’interno e chiuderla sigillandola con dell’uovo sbattuto. Infornare in forno già caldo a 180° (il mio è ventilato) per una ventina di minuti.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco nosiola del trentino



















