Pettole dolci… a carnevale
27 gen 2010 Pasticceria, Piatti Pugliesi, Rocco e i suoi... racconti 5 commenti

… il muro era ancora intatto nella sua malvagia imponenenza.
Squattrinati e giovani decidemmo di andare in Iugoslavia, precisamente a Dudrovinik, era molto economica ed era di fronte a Bari, vicina da raggiungere in traghetto. Arrivati, ci colpì la bellezza della città vecchia sormontata dalle mura che guardavano il mare e che da esso si difendevano, i turisti come noi non erano molti, l’aria che si respirava in giro era strana, sembrava che i locali ci spiassero, a ogni nostra domanda rivolta a uno slavo la risposta era sempre una domanda uguale e contraria… mha. La cameriera dell’albergo una donnona con l’aria severa ci scrutava in continuazione, ci serviva i piatti con fredda indifferenza e parlando nella sua lingua incomprensibile ci dava dei capitalisti. Cambiare i soldi non conveniva perchè c’era un’inflazione pazzesca e il metro di misura ce lo davano le ragazze di un supermercato che passavano la giornata a riprezzare tutti i pochi articoli in vendita. Ogni richiesta che facevamo ci sentivamo rispondere di no prima ancora di aver terminato la domanda stessa, bisogna aggirare l’ostacolo pensammo e ci rivolgemmo senza poche difficoltà al mercato nero dove scoprimmo che si poteva avere tutto… dalla coca cola alle marlboro rosse di produzione tedesca… il nostro contatto del mercato nero tale Holigert innamorato dell’Italia che non aveva mai visto ci rimediò una barchetta con tanto di capitano (Calogero)che dopo aver passato la notte a pescare ci portava in giro a visitare le isolette molto belle di fronte a Dubrovinik e a fine giornata passavamo sempre da casa, sua dove la moglie ci preparava a due lire, la cena a base di pesce freschissimo. Calogero era solito durante la breve navigazione offrirci un bicchiere di aranciata preparata al momento con tanto di polverina giallognola diluita nell’acqua della tanica, il terzo o quarto giorno oltre all’aranciata ci offrì dei dolci preparati dalla moglie, a cui eravamo molto simpatici, e con molta mia sorpresa erano le pettole che preparava anche mia madre e mia nonna prima di lei…
Pettole dolci… a carnevale
Ingredienti:
300 gr di farina
1 panetto di lievito di birra
20 gr di uvetta
Zucchero
Olio
Preparazione:
Impastare la farina con il lievito sciolto in acqua tiepida fino a raggiungere una consistenza quasi cremosa; dopodiché aggiungere l’uvetta e lasciar lievitare l’impasto fino a quando non raddoppia di volume. Fare delle palline con la pasta servendosi di un cucchiaio e friggerle in olio di oliva; non appena dorate, tirarle fuori dalla padella e farle rotolare nello zucchero affinché esso le ricopra. Servirle ben calde.
Vino: con questo piatto nei calici verserei Erbaluce di Caluso spumante
Pasta cozze pomodorini e (cicoria cimata) puntarelle
20 gen 2010 Piatti Pugliesi, Primi, Rocco e i suoi... racconti 6 commenti

… primi giorni di agosto ‘09, ok ci vediamo domattina alle quattro e mezza.
La notte è calda, dopo una giornata torrida, nel letto ci giriamo e rigiriamo nella speranza di trovare una fetta di lenzuola fresca che ci dia un pò di refrigerio; finalmente suona la sveglia. Bermuda, maglietta, maglioncino leggero e scarpe ginniche in un attimo siamo fuori. L’appuntamento è in piazza, avevo promesso di portare Fiammetta a pulire l’uva. Per scherzo le faccio prendere un secchiello e una spugna, le dico sennò come farai a pulire l’uva ? Questo è il classico scherzo che si fa alle matricole o ai figli di papà che non hanno mai messo un piede in un vigneto in vita loro. Siamo al bar centrale della piazza e iniziano ad arrivare i ragazzi e le ragazze che comporranno la nostra squadra di lavoro… ed ecco che arriva Stella mia nipote (studentessa di arte e cinema) poi arriva Luigi in macchina (studente in ingegneria) con Marisa (studentessa in lettere e filosofia) e altri 6 tra ragazzi e ragazze che non conosciamo… l’ultimo ad arrivare è Domenico in bicicletta che ci guarda come fossimo marziani e ci dice: vi aspetto al fondo (vigneto); noi facciamo colazione pervasi chi dal sonno, chi dall’adrenalina della sera prima, chi dalla timidezza e chi come Fiammetta dall entusiasmo di chi sta per affrontare una nuova avventura. Archiviata la colazione si parte, siamo in 9 in due macchine, Luigi va avanti, lui conosce il fondo, stradine di campagna, tra vigneti e alberi di olive, se non si è del luogo ci si impiega un attimo a perdersi tra quegli incroci senza segnali stradali, finalmente arriviamo, ad attenderci c’è Giacomino, contadino “vero” dalla nascita che ci accoglie con il saluto dei contadini: saluti; entriamo nel vigneto e ci disponiamo due persone per filare, Fiammetta la neofita la posizioniamo tra me e Stella tale da poterla controllare e aiutare senza farci accorgere da Giacomino che ci precede togliendo foglie di qua e di la… sta albeggiando, sotto il vigneto l’aria è ancora fresca e umida della notte appena trascorsa, l’odore della terra entra direttamente nel cervello attraverso il naso stabilendo un contatto con essa. Qualcuno dei ragazzi indossa le cuffiette dell I-pod e si isola, gli altri iniziano a parlare tra di loro, i discorsi partono dal come si è passata la serata appena passata, poi si passa alle mete delle vacanze, Giacomino ci guarda incuriosito e controlla che tutti abbiano le mani sui grappoli per fare “uascianidd” che tradotto vuol dire: togliere gli acini piccoli dai grappoli affinchè il nutrimento della pianta ingrossi quelli che rimangono sul grappolo. Ebbene si, quando vedete quei bei grappoli di uva da tavola dal fruttivendolo sappiate che squadre di ragazzi universitari gli hanno fatto un trattamento tecnico/estetico e che mentre voi la state gustando quei ragazzi sono in vacanze a spendersi tutti i soldi che hanno guadagnato lavorando sotto i vigneti. Esauriti i discorsi sulle vacanze e anche il fresco dell’alba, inevitabilmente si arriva a parlare prima di pettegolezzi sui compaesani e poi si arriva a parlare di politica e qui gli animi proporzionalmente al sorgere del sole si riscaldano… sembra di stare a Ballarò senza moderatore e manco a dirlo il bersaglio preferito è naturalmente Berlusca. Ormai il caldo diventa soffocante, le bottiglie di acqua nelle borse termiche sono quasi vuote, qualcuno mangia una merendina, le braccia dopo cinque ore tenute verso l’alto iniziano ad appesantirsi e il collo è talmente dolorante che si avverte un pò di nausea, vabbè è il primo giorno domani andrà meglio, Giacomino ci avvisa che alla fine del filare si va a casa, vuol dire che sono quasi arrivate le undici… Si esce dai filari, ci si lava le mani, prima con degli acini spremuti per togliere ben bene la patina di zolfo che ormai ricopre pollici e indici e poi con l’acqua del bidone che Giacomino ci mette a disposizione, si rientra in macchina e ci si incammina verso il paese… l’umore è sereno, c’è la soddisfazione di aver terminato una bella giornata di lavoro con la consapevolezza che un altro giorno sta passando e che le vacanze si avvicinano…
Pasta cozze pomodorini e puntarelle
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di pasta calamarata
400 gr di cozze
6 pomodorini ciliegia
400 di cicoria cimata (puntarelle)
Olio buono
1 aglio
Vino bianco secco
Sale
Pepe
Preparazione:
Lessare in acqua bollente e salare le puntarelle, scolarle e tenerle da parte. In una padellona antiaderente con un filo di olio rosolare l’aglio intero, aggiungere le puntarelle e farle insaporire ben bene; aggiungere le cozze precedentemente lavate, pulite, raschiate e fatte aprire sul gas, tenendone qualcuna con il guscio, sfumare con il vino bianco e fare cuocere per circa 5 minuti dopo aver aggiunto i pomodorini tagliati a metà. Cuocere la pasta calamarata, scolare al dente e aggiungere la pasta al condimento, spadellare velocemente e servire con una manciata di pepe macinato al momento.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco di Martina Franca.
Barca di pasta e cozze
13 gen 2010 Pescheria, Primi 7 commenti

Arieccoci, cari amici … e un benvenuto a tutti i nuovi lettori. Sono molto contento dei vostri commenti, soprattutto di coloro che hanno provato le ricette con risultati soddisfacenti.Come ho avuto già modo di dire ho voluto dare a questo sito una connotazione reale con ricette “vere” che preparo, scrivo senza omissioni e soprattutto che poi, alla fine … se le magnamo.
Barca di pasta e cozze
Ingredienti per 4 persone:
2 melanzane
500 gr.di cozze
160 gr. di ditalini
Aglio
6 pomodorini
Capperi
Prezzemolo
Olio buono
Sale
Pepe
Preparazione:
Per prima cosa tagliate le melanzane a metà nel senso verticale, scavarle passarle in forno già caldo a 180° per dieci/quindici minuti. In una padella antiaderente rosolare in un filo di olio e portare a cottura l’aglio, la polpa delle melanzane tagliate a cubettini e i pomodorini tagliati a metà. In una padella dai bordi alti con un filo di olio, pepe e prezzemolo lasciare aprire le cozze precedentemente lavate e raschiate, non appena aperte estrarre i frutti e lasciarle da parte. Cuocete la pasta in acqua bollente salata e scolatela molto al dente. Mescolate a questo punto la pasta, il sughetto di polpa di melanzane e pomodorini, dopo aver aggiunto il pepe e il prezzemolo tritato; riempire le melanzane e passatele in forno già caldo a 180° per sei o sette minuti.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un Bianco campano Fiano di Avellino.
Pane fritto con lenticchie
7 gen 2010 Apristomaco, Piatti Pugliesi, Primi 6 commenti

Piatto di buon auspicio per il vostro 2010… ben ritrovati cari amici…
Ormai sono tanti ma tanti tanti anni che cucino, provando ed esplorando cucine lontane dalla mia sia logisticamente che concettualmente, pasticciando e sperimentando, provando e riprovando piatti che mi lasciavano perplesso, passando notti insonni su come impiattare o cosa aggiungere o togliere per personalizzare una ricetta a modo mio e così via… la cosa bella anzi la magia sta nel fatto che continuo a rimanere piacevolmente sorpreso quando vedo una foto dei miei piatti e istintivamente mi vien da chiedere: ma l’ho fatto io sto piatto? Tutto ciò mi è riaccaduto vedendo questa foto così bella, luminosa, pulita, essenziale ma non fredda. Adesso che ci penso… vi starò mica raccontando cosa provo di fronte ai miei piatti ? Inizio l’anno nuovo raccontandovi della mia passione per la cucina ???
Auguri… Rocco
Pane fritto con lenticchie
Ingredientiper 4 persone:
500 gr di lenticchie piccole
Alloro
Pane vecchio
Misto di carote, cipolle, aglio e sedano
Olio buono
Sale
Pepe
Preparazione:
Cuocere le lenticchie nella maniera classica con l’alloro e il misto di verdure. Nel frattempo tagliare il pane a fettine e friggerle in una padella con un filo di olio e un pizzico di sale fino a farle dorare, scolarle e farle asciugare su della carta assorbente. Servire mettendo nel piatto un paio di fettine di pane ricoperte dalle lenticchie condite con un filo di olio e una spolverata di pepe macinato fresco.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un rosso sangiovese.




















