Linguine aliciotti freschi e pane abbrustolito

Rocco dice: lascio la parola a Daphne.
Blogger per un giorno: Daphne Day
Devo dire che quando Rocco mi ha proposto di collaborare come “blogger per un giorno” mi sono detta : “Troverò l’ispirazione giusta per commentare una ricettina che non ho preparato personalmente?” ^_^
In realtà, il bello di questo blog è anche questo, ti riconosci a ogni scatto, a ogni ingrediente come se l’avessi scelto tu stessa/o. Complici saranno anche le origini che ci accomunano, radicate in quella Terra splendida che è la Puglia, arrivi da Rocco&Fiammetta e ne ritrovi i sapori, i colori. A parte gli innumerevoli posti che la Puglia offre, il cibo è sicuramente una delle
caratteristiche salienti che la contraddistinguono e certamente uno degli aspetti che, se decidi di “emigrare” altrove, fa sentire la sua mancanza.
MA NOI non ci arrendiamo mica! Personalmente tutto ciò che utilizzo nei miei piatti proviene direttamente da lì, mia madre infatti mi invia spesso più di un pacco stracolmo di cibo casereccio per la felicità del mio stomaco e del mio olfatto :D Io dico sempre che lei esagera un tantino con le quantità ma al momento dello spacchettamento non posso che ritornare indietro sui miei passi e limitarmi ad ammirare estasiata tutto quel ben di dio e il basilico che …incredibile! PROFUMA DI BASILICO! ^_* Ma non mi starò dilungando un po troppo adesso?Emmenomale che non ero ispirata!!! O_o
Direi di passare alla ricetta di oggi ^_^ Godetevi questo primo piatto davvero gustoso che rispecchia perfettamente tutto ciò che ho appena detto; ingredienti semplici e genuini, ingredienti che ti portano a casa.
BENVENUTI A CASA NOSTRA ^_^
.° Grazie a Rocco&Fiammetta per la simpatica opportunità °.
Linguine aliciotti freschi e pane abbrustolito
Ingredienti per 4 persone:
300 gr di linguine
300 gr di aliciotti freschi
100 gr di pangrattato
1 aglio
4 pomodori san marzano
Peperoncino
Sale
Olio buono
Preparazione:
Pulite gli aliciotti eliminando l’intestino, la testa e la spina, lavateli e teneteli da parte. Sbollentate per due minuti i pomodori san marzano, scolateli, eliminate la buccia e i semi, taliateli a listarelle e tenete da parte. In una padella antiaderente mettete ad abbrustolire il pan grattato senza nessun condimento, controllate continuamente che non bruci spadellando in continuazione, non appena sentite il profumo della tostatura spegnete e trasferite il pane in una ciotola fredda. Mettete a cuocere le linguine in abbondante acqua salata e nel frattenpo in una padella con un filo di olio
rosolate l’aglio, toglietelo non appena inizia a colorarsi, aggiungete i pomodori a listarelle, gli aliciotti, un mestolo di acqua della pasta, il peperoncino e fate cuocere per qualche minuto a fuoco vivace. Scolate le
linguine, versatele nella padella e iniziate a spadellare, cospargendo le linguine con metà del pangrattato. Servite con l’altra metà del pangrattato a mò di formaggio sia sulle linguine sia sul bordo del piatto come guarnizione.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco ansonica siciliano.

Tegame di patate novelle e cipolle

Rocco dice: lascio la parola a Simona
Blogger per un giorno: Simona Day
e voilà, ecco che il rito solenne dell’investitura di “blogger per un giorno” ha inaspettatamente coinvolto anche me, che seguo nel silenzio della mia acquolina, come una mansueta maghetta apprendista, e praticamente dal felice giorno in cui è venuto alla luce, tutto quel che il mio sito preferito di cucina propone quotidianamente. Il piacere è duplice, sia perchè mi ritrovo a prendere la penna virtuale per parlare da protagonista del mio rapporto con “rocco e i suoi fornelli”, dopo le tante ricette riprodotte con domenico (o tentativi di riproduzione pomeridiani) del marchio di fabbrica di quel che ormai chiamo anch’io “zio rocco”, sia perché la ricetta capitatami risponde perfettamente al prototipo del mio piatto estivo: pochissimi, poveri ingredienti la cui bontà dipende semplicemente dalla qualità della terra, dal sudore di chi l’ha coltivata e dall’intuizione che si ha di proporla al momento giusto. Da buona pugliese non posso che appoggiare spassionatamente la scelta di accostare i sapori forti di patate novelle e cipolla, tanto più se allo stile minimal di questo piatto si sovrappone la filosofia “scorz e tutt” come si dice da noi (buccia compresa), un valore aggiunto per abbattere il ponte tra produttore e consumatore ed avere un’idea precisa di quel che di primitivo lascia la buccia sulle papille.
Le patate novelle sono poi una gustosa e croccante specialità delle campagne pugliesi, perfette come contorno estivo e sfiziose specie per i più piccoli (ho ricordi di dita scottate per il tentativo di giocare a toglierne la buccia! :-) Per riallacciarmi al discorso di Saretta sul viaggio come esperienza sensoriale, io credo che la cucina stessa sia metafora di viaggio, dedicarsi a certi sapori permette di percorrere determinati binari mentali, di allontanarsi fino a credere d’essere altrove. molte volte basta la sola apertura di questo sito per scoprirsi su fornelli lontani, io spero d’aver dato oggi il mio giusto contributo alla missione di portare nelle narici italiane i profumi della nostra regione. qualora non ci fossi riuscita sono certa che il tocco di classe di rocco, supportato dalla maestria delle foto della dolcissima ed ormai diva fiammetta, possano arrivare lì dove le parole trovano un limite.
Simona
Patate novelle e cipolle fresche in tegame
Ingredienti:
500 gr di patate novelle
200 gr di cipolle piatte medie
Olio
Pepe
Sale
Rosmarino
Preparazione:
Lavate accuratamente senza togliere la buccia alle patate e versatele in un tegamo da forno, lavate altrettanto accuratamente le cipolle piatte senza togliere la buccia e aggiungetele nel tegame. Condite con un filo di olio, miraccomando devono essere unte di olio non bagnate, con una manciata di sale e una manciata di pepe. Mescolate il tutto con le mani affinchè sia le papate sia le cipolle siano unte, aggiungete una spolveratina di rosmarino tritato e infornate a forno già caldo (il mio è ventilato) e cuocete a 170° per una quarantina di minuti
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un Alezio rosato pugliese.

Maccheroncini con pesto e pesce san pietro

Rocco dice: lascio la parola al mio web master nonché nipote.
Blogger per un giorno: Domenico Day
Oggi mi onoro di contribuire non solo tecnicamente a Rocco e i suoi… fornelli, ma anche culturalmente. Quando mi è stato proposto di partecipare a “Blogger per un giorno” non ci credevo… Tra i miei interessi, infatti, la honesta voluttà occupa appena un posticino e per di più molto vacillante, tant’è vero che passo per essere lo schizzinoso della famiglia.
Però, e dico però, di fronte a certi elementi l’uomo non può che rimanere ammutolito, tanto ne avverte l’indicibile fascino. Questo è il mio caso di fronte alle ricette dello zio. Quotidianamente (anche nel week end) visito il sito per scoprire la nuova ricetta sempre col fiato sospeso… non me ne perdo una e qualora un qualche conoscente dovesse dimostrare perplessità su una cena con amici, su un dolce che stupisca gli ospiti e cose del genere non faccio che consigliare di sfogliare questo ricettario. Sempre e comunque con grande soddisfazione degli amici. Poi ci sono le perfette fotografie di Fiammetta, che in un certo senso nutrono non solo lo stomaco, ma anche la mente. Il lettore non può che trarre doppio vantaggio dalla singola ricetta.
Perché dunque cercare la felicità altrove, quando la si può trovare dentro casa, a qualsiasi ora e con grande semplicità?
Maccheroncini con pesto e pesce san pietro
Ingredienti per 4 persone:
500 gr di maccheroncini freschi
200 di filetto di pesce san pietro
Per il pesto:
1 mazzetto di basilico fresco
2 spicchi d’aglio
1 bicchiere di olio extravergine di oliva
60 gr di pecorino grattugiato
30 gr pinoli
Sale
Preparazione:
Preparate il pesto mettendo nel frullatore tutti gli ingredienti e azionate a velocità massima per circa 1 minuto. Cuocete in una padella antiaderente con un filo di olio il filetto di san pietro dalla parte della pelle per qualche minuto a fuoco alto. Spegnete, lasciate raffreddare, togliete la pelle dal dorso e sfogliatelo a pezzi con le mani. Cuocete i maccheroncini in acqua bollente, prima di scolare tirate via un paio di cucchiai di acqua di cottura che serviranno a diluire il pesto e a mantecare la pasta. Scolate la pasta al dente versatela in una padella, aggiungete il pesto, spadellate, aggiungete il san pietro, spadellate nuovamente e servite subito.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco vermentino ligure.

Zuppetta di pomodori, fregola e gamberi

Rocco dice: lascio la parola a Saretta.
BLOGGER PER UN GIORNO: Saretta Day
Buongiorno amici della Premiata ditta Rocco&Fiammetta! Vorrei dilungarmi in complimenti per questo affiatatissimo e tostissimo team, per come riescono a presentare piatti succulenti, per come sanno rendere ricercato un piatto povero della tradizione ma, soprattutto, per come riescono a strapparmi sempre un sorriso! Sì, oltre alla bravura qui c’è un ingrediente che non si può comprare: la simpatia! Come già detto in un commento, passare a trovare Ro’ e Fia’ è come far visita a due di famiglia, di amici. Grazie ragazzi! Con grande onore (da parte mia) mi è stato affidato il ruolo di “Blogger per un giorno”, wow… Ora devo mettermi d’impegno però, mica posso fare brutta figura! Non so se sia casuale la scelta del piatto che mi è stato affidato, in ogni caso è azzeccatissima per i miei gusti. Viaggiare, per me, è un’esperienza sensoriale, oltre che un piacere. In passato sono stata molte volte in quella splendida isola che è la Sardegna. Ricordo benissimo il profumo di mirto ed elicriso che invadeva dolcemente l’aria ed il mio olfatto; vedo tramite mie personali cartoline mentali le sue acque cristalline, le sue dune bianchissime, i suoi tramonti. Il gusto ha memoria delle tante leccornie assaggiate: malloreddus, carasau, formaggi di capra delicatissimi abbelliti dal nettare dolcissimo delle api… I dolci, il porceddu. Il tatto è il ricordo di quel porceddu, gustato semplicemente con le mani, direttamente da una sfoglia di carta da musica in Barbagia: in mezzo ai pastori abbiamo pranzato seduti in cerchio su prismi di cemento. Potrei continuare nell’evocazione mia personale ma… sapete voi cos’è la FREGULA? È un altro dono che questa terra ci ha fatto. Una pasta di semola di grano duro, lavorata a mano in piccole palline, molto simile ad un “macro” cous cous (passatemi il termine). La versione più popolare viene cucinata con le arselle, ma può accompagnare generalmente bene anche altri pesci e la carne. Questa gustosa composizione mediterranea di Rocco &Fiammetta è per me un correlativo oggettivo Montaliano; ed è così che mi perdo con nostalgia nel lontano ricordo delle vacanze sarde, oramai passate.
Zuppetta di pomodori, fregola e gamberi
Ingredienti per 4 persone:
16 gamberi freschi
16 pomodorini con picciolo (si chiama così ? boh)
400 gr di pomodorini
100 gr di fregola Sarda
Foglie di basilico
Olio buono
Pepe
Sale
Preparazione:
Pulite, lavate e togliete le teste ai gamberi; scottateli in acqua bollente per qualche istante, scolateli, sgusciateli e togliete il filetto nero sul dorso; teneteli da parte. Sbollentate i pomodorini tagliati a metà per un paio di minuti e metteteli a sgocciolare in un colino sopra una ciotola, per una mezz’oretta, dopodiché sbucciateli e versate in un frullatore la polpa, l’acqua scolata dai pomodori, le foglie di basilico, l’olio e il sale. Frullate il tutto. Lasciate riposare in frigo per almeno un’ora. Sbollentate i 16 pomodorini con il picciolo in acqua bollente per due minuti e passateli in forno per 10 minuti a 120°, tirateli fuori e teneteli da parte. Cuocete in acqua salata la fregola sarda, scolatela e raffreddatela sotto il getto dell’acqua fredda, scolatela nuovamente e conditela con poco olio e una macinata di pepe. Assemblate il piatto nel seguente modo: versate la zuppetta fredda di pomodoro nei piatti fondi, aggiungete alcuni cucchiai di fregola sarda condita, 4 pomodorini con il picciolo per piatto, il basilico in foglie e, al centro dei piatti, i gamberi. Servite con una croce di olio buono e una macinata di pepe.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco vermentino di Sardegna

Insalata di grano

Blogger per un giorno: Dada Day
Ah, meno male che Rocco ha pensato a noi, al caldo che ci immobilizza, alla voglia di vacanze e serate in terrazzo, alla mancanza di tempo…con quest’insalata originale e ricca di sapori del sud. Un consiglio: preparatela subito, è una delizia!!! Facile, rapida e perfetta anche per orde di amici che arrivano a cena. Appena ho letto gli ingredienti della ricetta sono rimasta intrigata:  un’insalata di grano con pomodorini, fave crude e scamorza affumicata? All’assaggio la sorpresa è stata ancora più grande! Quest’insalata nella sua semplicità offre sensazioni gradevolissime e inaspettate in particolare per la presenza del grano (più soddisfacente del riso) ma soprattutto delle fave associate alla scamorza affumicata, bisognava pensarci! Qui c’è sempre il tocco inimitabile di Rocco che non prescinde mai dal gusto. Lo ringrazio di cuore per questo spazio (è un onore),  per il suo spirito di condivisione e la sua generosità.
Insalata di grano
Ingredienti per 4 persone:
300 gr di grano
14 pomodorini
200 gr di fave sbucciate
150 di scamorza affumicata
Olio extravergine di oliva
Basilico
Sale
Pepe
Preparazione:
Cuocere il grano in acqua bollente e salata per circa una mezz’oretta, scolatelo e passatelo sotto il getto di acqua fredda per raffreddarlo e bloccare la cottura. Tagliate a cubetti sia la scamorza sia i pomodorini, tritate il basilico,  aggiungete le fave sbucciate e mescolate il tutto al grano freddo. Condite con sale,  pepe e olio e lasciate riposare in frigorifero per almeno un’ ora.
Vino:con questo piatto io nei calici verserei un bianco sicilano Inzolia.

Bruschetta con sponsale e menta fresca

Blogger per un giorno: Agostino Day
Salve ragazzi!!! Sono Agostino, l’amico di Rocco e approfitto di questo fantastico sito creato da lui, per farvi conoscere uno spuntino speciale pugliese che mi preparava mia nonna, soprannominato da me “Bruschetta della Nonna”. Nel lontano 1993 feci il militare a Taranto, furono quindici mesi bellissimi e intensissimi, vissuti pienamente in questa terra di profumi e tradizioni. Il pomeriggio quando tornavo dalla caserma, mi rifugiavo oltre che tra le belle donne, anche a casa di mia nonna, la quale mi faceva trovare freschi  (perchè dovete sapere che io soffro molto il caldo) e appetitosi spuntini. In particolar modo questa enorme bruschettona o frisella pugliese con il pomodorino detto a “corona”, cipollotto fresco raccolto dalla mattina, olio, sale e … signori questa e’ la chicca, mentuccia fresca. Il connubio di profumi che si sprigionava dal quel piatto era indescrivibile. Beh adesso penso che ne sto approfittando un pò troppo di questo spazio. Comunque provate questo piatto e non ve ne pentirete. Un grazie per l’attenzione, un grazie a Rocco e permettetemi uno anche a mia moglie Silvia.Ciaoooo
Bruschetta con sponsale e menta fresca
Ingredienti per 4 persone:
8 fette di pane casereccio (se è di Altamura è meglio)
10 pomodorini ciliegini
1 cipollotto fresco (sponsale)
Olio pugliese buono
Sale
Menta fresca
Preparazione:
Tagliare il cipollotto dopo averlo pulito e lavato sottilmente, incidere 8 pomodorini con una croce nella parte superiore e spremerli in una ciotola di plastica, tenere i pomodorini da parte e nella ciotola con i succhi aggiungere i rimanenti 2 pomodorini tritati, l’olio, la menta tritata, il sale e il cipollotto a fettine. Bruschettare il pane affettato e non appena pronto guarnire le fette con la marinatura di pomodoro, servire con 2 pomodorini interi per ogni fetta e con un ciuffetto di menta fresca.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un rosso leggero e giovane chianti dei colli Senesi.

Carpaccio di spada

Blogger per un giorno: Giò Day
Rocco scrive: con immenso piacere lascio la parola a Giò
“Siore e siori ….rullo di tamburi.. oggi in versione special guest… In realtà è tutta scena! Ho il blocco dello scrittore, di solito sono una chiacchierona di prima categoria… ma sono rimasta 2 giorni in contemplazione mistica della ricetta in cerca dell’ispirazione… completamente instupidita pensando: ma come? io ospite di questo fantastico blog.. panico!! non sarò mai all’altezza..
Ma bando alle ciance vado a presentare la ricetta di oggi che sennò mi entrate in crisi d’astinenza!! Suvvia, ammettetelo che nel weekend, senza la vostra dose quotidiana di Rocco, vi sentite un pò persi…eh? Il nostro chef pugliese di fiducia, peraltro romano di adozione, con oscure origini germaniche e dai dubbi trascorsi ecclesiastici (?) oggi ci mette a dieta e, non contento, ci interdisce pure le bevande alcoliche…che ci vuoi tenere tutti a stecchetto? Ovviamente scherzo, in realtà la ricetta a seguire è speciale come sempre, una meraviglia di sapori e armonia di colori. Il profumo degli agrumi sposato al pesce fresco…. mmm che voglia di mare e vacanza!!
… buona giornata a tutti!!! Ciao Giò. La cucina della socia
Carpaccio di spada con pompelmo rosa
Ingredienti per 4 persone:
200 gr di pesce spada
Songino o altra insalata verde
2 pompelmi rosa
Olio buono possibilmente pugliese
Pepe rosa in grani
Sale
Preparazione:
Lavate e asciugate l’insalata songino, conditela con olio e sale e posizionatela nel piatto di portata. Spremete uno dei due pompelmi, unite poco sale, il pepe rosa, agitate con una forchetta e tenete da parte. Posizionate il carpaccio di spada sul songino, affettate a vivo e tagliate a spicchi l’altro pompelmo e adagiatelo tra i rotolini di spada nel piatto. Servite con la salsina di pompelmo e decorate con bacche di pepe rosa.
Vino: anche se siamo in presenza di un agrume e quindi impossibilitati all’abbinamento con il vino se proprio vogliamo un abbinamento io nei calici verserei uno spumante rosé di Franciacorta.

Trofie cozze e cicerchie

Elisabetta Day:
Buon giorno amici!
Anche oggi Rocco ha scelto un piatto che esalta i sapori della terra pugliese, una ricetta che è il trionfo di mare e terra, profumo e sapore. Eh si, si tratta delle”Trofie con cozze tarantine  e cicerchie”. Delle cicerchie, abbiamo conosciuto la zuppa che il nostro cuoco preferito, ha preparato i giorni scorsi, delle cozze, devo aggiungere qualcosa io, perche’ qui si parla della mia citta’ delle cozze tarantine, che hanno un profumo ed un sapore senza eguali. I pescatori amano molto le loro coltivazioni di mitili, piantano dei pali, in mare, dove il seme, messo a dimora, attecchisce e prende vita, la cozza comincia a crescere, dapprima piccina come una lenticchia, poi il nutrimento marino e le coccole delle onde, fanno il resto. Da qui le famose “zoche” di cozze tarantine. La scelta delle trofie poi, sembra casuale, ma non lo è affatto arrivando essa dal mare ligure diametralmente opposto a quello tarantino. Il piu’ delle volte preparata in casa, tratterra’ tutto il sapore gustoso del sugo naturale delle cozze che, miscelato a quello delle cicerchie, coronerà questa fantastica pietanza…
Trofie cozze e cicerchie
Ingredienti per 4 persone:
500 gr di trofie fresche
300 gr di cicerchie già cotte
1 kg di cozze tarantine
6 pomodorini al filo
2 spicchi d’aglio
Olio buono
Prezzemolo
Pepe bianco
Preparazione:
Lavare bene le cozze, aprirle a mano o sul gas, filtrarle e tenere da parte la loro acqua. In una padella far indorare l’aglio con l’olio, aggiungere le cicerchie già cotte(vedi mia ricetta zuppa di cicerchie), i pomodorini a spicchi, le cozze e far cuocere per una decina di minuti. Cuocere le trofie, scolarle e aggiungerle al sughetto di cicerchie e cozze, regolare il sapore con l’acqua delle cozze, spadellare e servire con una bella macinata di pepe.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un Pinot grigio friulano Doc

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