Rustica di porro formaggio e zucchine
7 dic 2009 Apristomaco, Mangia con le mani 7 commenti

Arieccoci con un’altra ricetta della nonna… Una di quelle ricette che riaccendono la memoria quando si è tutti intorno alla tavola in queste fredde giornate aspettando il natale…
Un grande saluto a tutti… in particolar modo ai nuovi amici americani Annmarie e Richard. I hope i’ll see you soon.
Rustica di porro formaggio e zucchine
Ingredienti:
1 rotolo di pasta brisè
100 gr di caciotta semistagionata
2 zucchine
1 porro
2 uova
Olio buono
3 cucchiai di parmigiano grattuggiato
Pepe
Sale
Preparazione:
Adagiare la pasta brisè su un tagliere e lasciarla riposare. In una padella antiaderente con un filo di olio cuocere a fuoco vivace, prima i porri e subito dopo aggiungere le zucchine (all’occorenza aggiungere un filo di acqua), salare, pepare e portare a cottura, spegnere e fare raffreddare. In una cuccumella sbattere le uova con il parmigiano, aggiungere le verdure cotte e la caciotta precedentemente tagliata a tocchetti. Versare il composto ottenuto nella teglia (ricoperta da carta da forno) sulla pasta brisé adagiata all’interno e chiuderla sigillandola con dell’uovo sbattuto. Infornare in forno già caldo a 180° (il mio è ventilato) per una ventina di minuti.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco nosiola del trentino
Uova di quaglia al tegamino e tartufo
22 ott 2009 Apristomaco, Mangia con le mani, Minimaliste 5 commenti

Come nasce un piatto… in realtà di fronte alla bellezza di questo piatto dovrei tacere ma ormai l’embolo del piccolo comunicatore è partito da giorni… quindi, dicevo: come nasce un piatto, molti magari penseranno che ci sia uno studio dietro e tante volte è così, ma in questo caso il tutto è solo frutto di un acquisto e mi riferisco alle uova di quaglia fatto senza sapere cosa farne, il classico acquisto emozionale al supermercato. Quindi dopo tre giorni dall’ acquisto non avendo idea di come cucinarle mi è venuto in mente di farle (non per il sito ma per cena) a occhio di bue e poi visto che mi trovavo gli ho aggiunto il tartufo e alla fine ho pensato: ” ma se le facessi diventare delle tartine usando il pancarré?” Così è nata questa ricetta…
P.s. ho scritto due volte sul piatto Rocco e i suoi fornelli solo per rendere un po’ più difficile la vita a coloro che mi fregano le foto, tagliano il nome del sito e le usano per pubblicizzare i loro prodotti.
Uova di quaglia al tegamino e tartufo
Ingredienti:
Uova di quaglia
Pane in cassetta
Tartufo sbriciolato
Sale
Preparazione:
Per preparare questo piatto bisogna munirsi di un coppa pasta (anello di metallo che serve per tagliare la pasta, clicca qui e guarda foto) ed il gioco è fatto perchè con questo coppapasta andremo a tagliare il pancarrè, poi cuoceremo le uova al tegamino con un filo di olio e di nuovo con questo coppa pasta andremo a ritagliare il tuorlo con un pò di albume intorno, poi andremo a guarnire con un pizzico di sale e un pochino di tartufo sbriciolato. Se invece vogliamo giocare sul contrasto morbido/croccante non dobbiamo fare altro che passare le fette di pancarrè in forno o in padella in modo da bruschettarle. Servire anche tiepidi e con della scorza di limone grattuggiata.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un rosso dolcetto d’Alba per un abbinamento territoriale.
Piccoli Cornish della Cornovaglia
13 ott 2009 Apristomaco, Mangia con le mani, Piatti forestieri 6 commenti

… Durante l’ultimo viaggio a Londra passeggiando per Cover Garden ci siamo imbattuti in una insegna luminosa dove c’era scritto: “Qui si preparano i migliori Cornish della Cornovaglia”. Naturalmente non potevamo rinunciare ad assaggiare questa delizia. Naturalmente ci è piaciuta. Naturalmente ve la proponiamo. La “cornish pasty” è un piatto tipico della Cornovaglia. Sembra che le sue origini risalgano al XIX secolo in cui veniva usato per incontrare le esigenze dei lavoratori di una famosa miniera locale. Il pasticcio era in realtà un pranzo completo, normalmente composto da carne di agnello, patate, cipolle e carote, racchiusi in un fazzoletto di pasta frolla. Quest’ ultima serviva per proteggere il resto del pasto e mantenerlo caldo durante la giornata lavorativa. I suoi bordi spessi servivano da presa per evitare il contatto con le mani. Le donne incidevano gli angoli del pasticcio con le inziali del proprio uomo per evitare confusione in miniera all’ora di pranzo. Col tempo la cornish pasty è diventata parte integrante della dieta di minatori e contadini della Cornovaglia fino a diventare oggi uno dei piatti piú conosciuti della tradizione culinaria inglese.
Piccoli Cornish della Cornovaglia
Ingredienti:
400 gr. di pasta frolla
250 gr. di spezzatino di agnello
2 patate medie
1 carota
1 cipolla
2 cucchiai olio d’oliva
Sale
Pepe
Preparazione:
Tagliare le patate e la carota a dadi ed affettare la cipolla. Unire il tutto allo spezzatino di carne e far soffriggere in padella per circa 5 minuti. Salare, pepare e lasciar raffreddare. Stendere la sfoglia in cerchi di circa 20 cm e versare il composto su ciascuna porzione. Bagnare i contorni della sfoglia con dell’acqua e chiudere il tutto avvolgendo i contorni per ottenere dei bordi abbastanza spessi. Spennellare l’esterno della pasta con dell’uovo per ottenere una buona doratura ed infornare ad una temperatura di 200 C per circa 40 minuti.
Abbinamento: naturalmente birra Inglese.
Strudel di banane e Nutella
12 ott 2009 Mangia con le mani, Minimaliste, Pasticceria 10 commenti
E’ stato un week end ricco di impegni per me, e durante uno di questi pomeriggi scopro mio nipote che si prepara una merenda a base di banane e cucchiaini di Nutella, da qui mi è venuta l’idea di usare questa splendida accoppiata all’interno di una pasta sfoglia che gli conferisce quella croccantezza che si sposa a meraviglia con la cremosità della Nutella e la morbidezza della banana. Questa ricetta nata così per caso rientra in quelle ricette che amo definire minimaliste cioé con pochi ingredienti e facile da preparare però credetemi molto gustosa…
Strudel di banane e Nutella
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia
2 banane poco mature
3 cucchiai di Nutella
zucchero
Preparazione:
Srotolare la pasta sfoglia e lasciarla riposare per 10 minuti. Tagliare le banane a fettine e poggiarle sulla pasta sfoglia. Aggiungere i tre cucchiai di Nutella e richiudere premendo sui bordi con le dita bagnate di acqua (non ho usato il classico uovo per mantenerlo più leggero). Sempre con le dita bagnate massaggiare la parte superiore e terminare con una spolverata di zucchero. Cuocere in forno a 180° per 15/20 minuti. Servire tiepido.
Crema di latte fritta
8 ott 2009 Mangia con le mani, Pasticceria 8 commenti

…come la Francia di Dumas e dei suoi tre moschettieri…
L’0lio, il grano e le verdure ecco i moschettieri di questa nostra terra e il pesce che arriva dai due mari (adriatico e ionio) potrebbe essere tranquillamente il nostro D’Artagnan se poi tutto questo lo inseriamo tra i boschi di ulivi e quelle caretteristiche costruzioni che danno un atmosfera fiabesca che sono i trulli il gioco è fatto.
Non mi rimane altro che lasciarvi gustare questa crema di la latte fritta…
Crema di latte fritta
Ingredienti per sei porzioni:
Un litro di latte fresco intero
La scorza grattugiata di un limone
250 gr di farina di grano tenero
250 gr di zucchero
4 tuorli
Per la pastella:
Olio delicato per friggere
4 albumi
200 gr di pane grattugiato
Per la salsa:
Una manciata di fragole
Un cucchiaio di zucchero
Mezzo lime
Preparazione
Portare a ebollizione il latte con lo zucchero e la scorza del limone in un pentolino. Aggiungere la farina a pioggia, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi, per una ventina di minuti a fuoco basso. Verso fine cottura aggiungere, uno alla volta, i tuorli: mi raccomando, senza far bollire la crema. Dopodiché versare il composto in una teglia a bordi bassi unta di olio, facendolo arrivare a mezzo centimetro di spessore. Lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente. Nel frattempo preparare la salsina, mettendo nel frullatore le fragole, il lime e lo zucchero, frullando tutto. In alternativa alla salsina, si può sciogliere un paio di cucchiai di marmellata con alcune gocce di acqua. Non appena freddo, tagliare il latte dolce utilizzando delle formine a losanga, oppure altre a piacimento; quindi passare le losanghe prima negli albumi montati a neve e poi nel pangrattato. Friggerle fino a far prendere loro una bella doratura. Servitele spolverizzandole con zucchero a velo.
Vino: con questo piatto nei calici verserei una vendemmia tardiva bianca e non troppo dolce o un moscati d’Asti
Fritto di gamberoni con “crema senza nome”
9 set 2009 Mangia con le mani, Pescheria, Secondi 4 commenti

Della serie: squadra che vince… quella che vedete oggi è una fotografia scattata da Domenico, mio nipote, il curatore e gestore grafico di questo sito. Ho creato un mostro. Ci manca solo che impari a cucinare… Tra qualche giorno vi presenterò una ricetta fotografata contemporaneamente sia da Fiammetta (fotografa ufficiale) sia da Domenico (fotografo in erba) così ci gusteremo lo stesso piatto visto da occhi e da stili fotografici diversi.
Siamo sempre più squadra ;-)
Bye bye, Rocco, la sua… squadra e i suoi… fornelli ^__^
Fritto di gamberoni con “crema senza nome”
Ingredienti per 4 persone:
1 kg di gamberoni
3 uova o 5 chiare
Un goccio di birra
Farina
Un pizzico di prezzemolo
Sale
Olio per friggere a vostra scelta
Crema;
Maionese
Senape
Erba cipollina fresca
Preparazione:
Le dosi per la pastella non vanno prese alla lettera, bisogna regolarsi al momento, se usate le uova intere sbattetele con una forchetta, se usate solo le chiare vanno montate a neve, si aggiunge la birra e poi sempre mescolando con una forchetta si inizia a mettere la farina fino ad arrivare alla consistenza desiderata; aggiungere alla fine un pizzico di sale e un pò di prezzemolo tritato che servirà a dare un tocco di colore alla pastella. Lasciare riposare la pastella in frigo per una mezz’oretta. Pulire e sgusciare i gamberoni immergerli nella pastella tenendoli per la coda che non dovrà essere toccata dalla pastella e friggere nell’olio caldo che avrete scelto. Preparare la crema mischiando in proporzione 80% di maionese e 20% di senape, aggiungere l’erba cipollina fresca tagliuzzata e passare in frigo una mezz’oretta. Mangiarli con le mani prendendoli dalla coda dopo averli intinti nella crema.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco “Verdeca di Gravina” secca, fatto con uva malvasia, greco e bianco di Alesano.
Melanzane ngaruzzet
2 set 2009 Mangia con le mani, Piatti Pugliesi, Secondi 12 commenti

Et voilà, arieccomi… scusate ma non riuscivo a riprendermi dalle vacanze… Che dire… ero partito con l’intento di rimettermi in forma e di perdere qualche chilo… e vi dirò che avevo pure scommesso con la mia bilancia 10 euro per ogni kg in più, avrei dovuto pagare io, viceversa per ogni kg in meno, lei avrebbe dovuto pagare 5 euro a me. Volete sapere come è finita ? Sono rientrato, mi sono pesato, alla bilancia gli sono spuntate (stile cartone animato) le gambine e le braccine, ha iniziato a esultare come Tardelli ai mondiali in Spagna del ‘82 ed é corsa al telefono a prenotarsi una crociera ai caraibi con i miei soldi… ^___^
Veniamo a noi… vi lascio questo piatto strepitoso che nasce da una vecchia ricetta pugliese rivisitata alla mia maniera.
P.S. Dimenticavo, cari amici di “Blogger per un giorno” un lettore che vuole rimanere anonimo mi ha comunicato con tanto di link (che eviterò di pubblicare) che un altro sito ci ha copiato l’idea dandogli un nome diverso. Penso di interpretare anche il vostro sentimento e mi faccio portavoce della risposta: Caro/a copione e a noi checcefrega che ce copi tanto noi siamo stati i primi e poi siamo i più belli, per questo siamo il gruppo di Roccoeisuoifornelli ;-)
Ben ritrovati a tutti… Rocco
Melanzane ngaruzzet
Ingredienti per 4 persone:
8 fette di melanzane alte un dito
Una mozzarella fior di latte
Acciughe
Uova
Farina
Pangrattato
Olio per friggere
Preparazione:
Sbucciare le melanzane, tagliarle a fettine, spurgarle con il sale, sciacquarle e tenerle da parte. Tagliare il fior di latte a fettine e lasciarle sgocciolare in uno scolapasta. Su un tagliere posizionare 4 fette di melanzane, aggiungere su ognuna la fettina di mozzarella e un’ acciuga spezzettata, coprire le 4 fette con altrettante 4 fette fi melanzane, passarle prima nella farina, poi nell’uovo sbattutto ed infine nel pangrattato. Scaldare l’olio e non appena pronto friggere fino a doratura completa. Servire con un’ insalata di pomodori, condita con olio, erba cipollina e aceto balsamico che servirà a pulire la bocca dalla nota grassa della frittura.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un rosato del salento.
Dadini di calamaro fritti
30 lug 2009 Mangia con le mani, Pescheria, Secondi 8 commenti

Dadini di calamaro fritti
Ingredienti:
Anelli di calamaro
Albumi
Pan grattato
Olio per friggere
Sale
Preparazione:
Lavare e pulire i calamari, tagliarli ad anelli, passarli nell’albume leggermente sbattuto e subito dopo nel pangrattato, ripetere l’operazione affinché lo strato di panatura sia più spesso. Friggere in olio già caldo fino a farli dorare. Servire i calamari fritti accompagnati con pomodori a spicchi e poggiati su un letto di insalata condita con olio, sale e un goccio di aceto che servirà a pulire la bocca dalla nota grassa del fritto.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco grechetto umbro.
Uacc, le cozz e u provolon
21 lug 2009 Mangia con le mani, Minimaliste, Pescheria, Piatti Pugliesi, Primi 8 commenti

Uacc, le cozz e u provolon a Bar se mangian addacchsì… Il sedano, le cozze e il provolone a Bari si mangiano così… questo è un piatto tipico barese che viene consumato spesso sul lungomare di Bari nelle serate calde dove la gente di città si reca per trovare refrigerio portandosi siede, tavolini, cani e nonni… Devo specificare per onestà di pensiero che a Bari questo piatto viene consumato con le cozze crude, ma e sottolineo ma se non avete gli anticorpi grossi come dobermann incazzati come gli abbiano noi Baresi vi consiglio vivamente di aprire le cozze in padella tanto il risultato e comunque buono perchè il profumo del mare delle cozze, il piccante del provolone e la freschezza del sedano si sposano a meraviglia…
Uacc, le cozz e u provolon (il sedano, le cozze e il provolone)
Ingredienti per una persona:
1 kg di cozze tarantine
2 coste di sedano
200 gr di Provolone piccante
Preparazione:
Con un pelapatate pulire le coste di sedano dai filamenti, tagliarlo sempre con il pelapatate a strisce sottili e lasciarlo in una capiente coppa di vetro piena di acqua e ghiaccio fino a quando non si arriccerà del tutto. Lavare e pulire le cozze, metterle in una pentola capiente posta sul gas con prezzemolo, olio e pepe, far cuocere per qualche minuto con il coperchio fino a quando tutte le cozze saranno aperte. Tagliare il provolone piccante a spicchi e impiattare tutti gli ingredienti a vostro piacimento.
Abbinamento: birra ghiacciata.
Aliciotti dorati
14 lug 2009 Mangia con le mani, Pescheria, Secondi 5 commenti

Cari amici,
da oggi una novità… in alto a destra, accanto al pulsante Menù del giorno, da oggi sarà presente un nuovo collegamento: Consigli per foodbloggers. La pagina contiene il testo del famoso articolo presente sul blog di cucina delicious:days, la cui traduzione è stata autorizzata dagli autori. Ho deciso di presentarlo perché ha avuto tanto successo ed è ricco di utili consigli e dritte per chi intende occuparsi, sul web, di gastronomia. Dalicious:days è stato nominato dal Times come uno dei 50 siti più cool del web…
Aliciotti dorati
1 kg di alici
3 uova o 5 chiare
Un goccio di birra
Farina
Un pizzico di prezzemolo
Sale
Olio per friggere a vostra scelta
Preparazione:
Le dosi per la pastella non vanno prese alla lettera, bisogna regolarsi al momento, se usate le uova intere sbattetele con una forchetta, se usate solo le chiare vanno montate a neve, si aggiunge la birra e poi sempre girando con una forchetta si inizia a mettere la farina fino ad arrivare alla consistenza desiderata; aggiungere alla fine un pizzico di sale e un pò diprezzemolo tritato che serve a dare un tocco di colore alla pastella. Lasciate riposare la pastella in frigo per una mezz’oretta. Pulite, disliscate e togliete la testa agli aliciotti, immergeteli nella pastella e friggete nell’olio caldo che avrete scelto.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco locorotondo Doc pugliese.



















