Bisco-formaggio

Bisco-formaggio, seeee aspetta nattimo, famme legge bene… biscotti de formaggio ? E mo che è sta robba ? Che artro sè nventato questo qui ?! Demo sta attenti che questo prima o poi ce propina na sant’honorè co e cozze e la trippa ar posto de la panna e i bignè… Anvedi questo aò, c’ha rifilato tutto ma i biscotti de formaggio nun se po proprio sentì…
Ah ah ah ah ;-) dite la verità state pensando quello che ho appena scritto ? Magari non in romanesco ma nel vostro classico modo di parlare ? Vabbè scherzi a parte questa è una ricettina che ho trovato non ricordo dove, sfiziosetta oserei dire, buona e soprattutto diversa dalle solite.      
Bisco-formaggio
Ingredienti:
400 gr di parmigiano grattugiato
8 uova
4 cucchiai di farina di mais
1 cucchiaio di farina
1 noce di burro
Sale
Pepe
Preparazione:
Versare in una ciotola capiente le due farine, le uova e il parmigiano e iniziare a mescolare. Aggiungere il burro morbido, il sale e il pepe e continuare a mescolare fino al raggiungimento di una consistenza cremosa.
Versare la crema in un sac-à-poche (o in una siringa da pasticciere) e distribuirla a forma di bastoncini o lingue di gatto su una teglia coperta con carta da forno e infornare. Cuocere a 180° per circa 20 minuti. Sfornare e lasciarli intiepidire.
Vino: con questo piatto nei calici verserei spumante Asprinio di Aversa

Strudel percoche, pere e cioccolato


… e che domenica sarebbe senza dolci. Dopo due giorni di sole è tornato il mal tempo, vabbè sarà una domenica pelandrona a base di divano, dolcetti, lettura ( Ragionevoli dubbi di Carofiglio) e musica ( Italian songbook di Morgan ). A presto con un nuovo racconto.   
Strudel percoche, pere e cioccolato
Ingredienti:
pasta sfoglia già pronta
1 pera
1 percoca (io ne ho usata una sciroppata)
30 gr. di cioccolato fondente
30 gr. di scaglie di mandorle
2 cucchiaini di zucchero
1 uovo
Preparazione:
Sbucciare e tagliare a dadini la pesca (se ne usate una fresca) e la pera, sbollentarle  per qualche minuto, scolarle e raffreddarle subito, sotto il getto dell’ acqua fredda. In una terrina mescolare con un cucchiaio di legno i pezzetti di pera, i dadini di pesca, lo zucchero, le mandorle e il cioccolato fondente tritato.  Srotolare il disco di pasta sfoglia e aiutandosi con una rotellina tagliapizza creare un quadrato tagliendo i bordi. Riempire questo quadrato con il composto di pere, pesche, etc.e dopo aver spennellato con l’uovo i bordi chiuderlo dandogli la forma di un rettangolo. Spennellare la superficie con l’uovo sbattuto, spolverizzarla con lo zucchero e infornare a forno già caldo (il mio é ventilato) a 180° per una ventina di minuti.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un Moscato dolce di Trani.

Pettole dolci… a carnevale

… il muro era ancora intatto nella sua malvagia imponenenza.
Squattrinati e giovani decidemmo di andare in Iugoslavia, precisamente a Dudrovinik, era molto economica ed era di fronte a Bari, vicina da raggiungere in traghetto. Arrivati, ci colpì la bellezza della città vecchia sormontata dalle mura che guardavano il mare e che da esso si difendevano, i turisti come noi non erano molti, l’aria che si respirava in giro era strana, sembrava che i locali ci spiassero, a ogni nostra domanda rivolta a uno slavo la risposta era sempre una domanda uguale e contraria… mha. La cameriera dell’albergo una donnona con l’aria severa ci scrutava in continuazione, ci serviva i piatti con fredda indifferenza e parlando nella sua lingua incomprensibile ci dava dei capitalisti. Cambiare i soldi non conveniva perchè c’era un’inflazione pazzesca e il metro di misura ce lo davano le ragazze di un supermercato che passavano la giornata a riprezzare tutti i pochi articoli in vendita. Ogni richiesta che facevamo ci sentivamo rispondere di no prima ancora di aver terminato la domanda stessa, bisogna aggirare l’ostacolo pensammo e ci rivolgemmo senza poche difficoltà al mercato nero dove scoprimmo che si poteva avere tutto… dalla coca cola alle marlboro rosse di produzione tedesca… il nostro contatto del mercato nero tale Holigert innamorato dell’Italia che non aveva mai visto ci rimediò una barchetta con tanto di capitano (Calogero)che dopo aver passato la notte a pescare ci portava in giro a visitare le isolette molto belle di fronte a Dubrovinik e a fine giornata passavamo sempre da casa, sua dove la moglie ci preparava a due lire, la cena a base di pesce freschissimo. Calogero era solito durante la breve navigazione offrirci un bicchiere di aranciata preparata al momento con tanto di polverina giallognola diluita nell’acqua della tanica, il terzo o quarto giorno oltre all’aranciata ci offrì dei dolci preparati dalla moglie, a cui eravamo molto simpatici, e con molta mia sorpresa erano le pettole che preparava anche mia madre e mia nonna prima di lei…      
Pettole dolci… a carnevale
Ingredienti:
300 gr di farina
1 panetto di lievito di birra
20 gr di uvetta
Zucchero
Olio
Preparazione:
Impastare la farina con il lievito sciolto in acqua tiepida fino a raggiungere una consistenza quasi cremosa; dopodiché aggiungere l’uvetta e lasciar lievitare l’impasto fino a quando non raddoppia di volume. Fare delle palline con la pasta servendosi di un cucchiaio e friggerle in olio di oliva; non appena dorate, tirarle fuori dalla padella e farle rotolare nello zucchero affinché esso le ricopra. Servirle ben calde.
Vino: con questo piatto nei calici verserei Erbaluce di Caluso spumante

Ciocco-Morbido

Buono buono…
Facile facile…
Caldo caldo…
Dolce dolce…
Come gli auguri di buone feste che vi lascio da parte mia, di Fiammetta e di Domenico.
Ciocco-Morbido
Ingredienti per 8 bicchierini di alluminio
200 gr cioccolato fondente (più buono è migliore sarà il risultato)
200 gr burro
160 gr zucchero
4 uova
40 gr farina
Una bustina di vanillina
Preparazione:
imburrare e infarinare gli stampini di alluminio e metterli nel freezer. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro e lo zucchero sbattendo bene con una frusta. Fare raffreddare leggermente e incorporate le uova uno alla volta. Aggiungere in ultimo la farina setacciata. Mettere il composto negli stampini e tenerli nel freezer per 4 ore. Scaldare il forno a 220 e infornare gli stampini congelati e cuocerli per 10 minuti. Se gli stampini sono stati preparati il giorno prima, la cottura sarà di 15 minuti. La cottura creerà una crosticina esterna, lasciando tuttavia il ripieno morbido e cremoso. Servire con zucchero a velo e dei frutti freschi e colorati.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un Moscato passito di Scanzo Rosciate.

Torta cocconute

La scena si è svolta così… più o meno…
Domenica mattina, si parte per andare a vendemmiare, appuntamento fisso in un casale di alcuni amici.. Il tempo è bello, la compagnia è di quelle sincere con amici parenti amici di amici nonni cani e bimbetti che scorrazzano senza briglie… La combriccola si divide: gli uomini ai lavori pesanti, le donne ai lavori di fino, le zie e le nonne in cucina e il maresciallo che impartisce gli ordini… L’atmosfera è serena, si lavora duro ma con il sorriso e la serietà di non rovinare il raccolto di un anno intero… le zie apparrecchiano la tavola che ospiterà i circa venti lavoratori tra le vigne mentre le nonne spignattano e spadellano quello che dopo la giornata di lavoro servirà a rifoccillare e a dar ristoro all’anima di tutti noi… A fine giornata dopo che tutto si è svolto secondo la regola e messo a riposare il mosto che inizia e continuerà a sbraitare per diversi giorni come un purosangue a cui hanno legato la cinta della sella troppo stretta ci si lava col tubo e tutti di corsa a tavola… inizia così un’altra festa, quella dei profumi e dei sapori… Le nonne ci hanno dato dentro sia in quantità sia in ricchezza di ingredienti buoni e tutti si fiondano sui propri piatti con l’entusiasmo tipico dei ragazzini e senza quei sensi di colpa che l’apparire ci impone di essere più o meno magri… Oggi se magna, ce lo siamo guadagnato questo cibo e le nonne apprezzano… Ad un certo punto tra risate, prese in giro, discorsi più o meno seri si inizia a parlare di cibo, si passa a parlare di libri di cucina e immancabilmente si finisce a parlare di siti internet di cucina. Una ospite racconta che grazie a questi siti ha imparato a cucinare e descrive alcuni siti, “ma il suo mito è uno solo: Rocco e i suoi fornelli”. Finita questa frase cala un attimo di silenzio e sul viso di quasi tutti si disegna lo stupore, la meraviglia e tutti gli ospiti iniziano a guardare prima lei e  poi me, sembrava una partita a tennis. A quel punto il maresciallo capisce che la signorina era ignara di quello che stava dicendo, scoppia in una fragorosa risata e dice: guarda che il Rocco di quel sito ce l’hai seduto di fronte… e parte una risata generale mentre Fiammetta riesce a ridere e a commuoversi contemporaneamente…
Gran bella giornata…

Torta cocconute
Ingredienti per una teglia da 26 cm
100gr di burro morbido
100gr di scaglie di cocco
100gr di farina
150gr di zucchero
3 uova
Una bustina di lievito paneangeli
Una bustina di vanillina
200 ml di latte
1 cucchiaino di liquore per dolci (facoltativo)
1 pizzico di sale
Crema di cioccolato (nu…la)
Preparazione:
In una cuccumella versare lo zucchero, il lievito, il pizzico di sale, la vanillina e la farina; impastare e aggiungere le 3 uova, continuare a mescolare, aggiungere il burro ammorbito ed infine il latte. Versare il composto ottunuto in una teglia con il diametro di 26 cm ben unto con del burro e infornare a fotno già caldo (il mio è ventilato) a 180° per 20 minuti. Non appena cotta sfornare, lasciarla raffreddare bene e cospargerla con la crema al cioccolato (nu…la) e finire con una ricca spolverata di scagliette di cocco.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un moscato di Trani passito.

Budino di banane

Budino di banane

Per addolcire la settimana che c’è di meglio di un bel budino ?!
Budino di banane
Ingredienti per 6 persone:
4 grosse banane
5 dl di latte
4 uova
150 gr. di zucchero
20 gr. di farina
50 gr. di frutta candita
1 baccello di vaniglia
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaio di marmellata di albicocche
Noce moscata
Sale
Preparazione:
Fate scaldare il latte in una casseruola, toglietelo dal fuoco e unitevi il baccello di vaniglia inciso nel senso della lunghezza, le uova precedentemente sbattute, lo zucchero, la farina, una presa di sale e un pizzico di noce moscata. Lavorate il composto con una frusta fino a renderlo omogeneo. Sbucciate le  banane, tagliatele a pezzi e schiacciatele con la forchetta, quindi unitele al composto mescolando bene, eliminate il baccello di vaniglia. Imburrate e infarinate 6 stampini lisci da budino, versatevi il composto e cuocete in forno a 180° per 40 minuti. Servire i budini dopo averli fatti raffreddare e decorate con la frutta candita lasciata a marinare in una ciotolina con la marmellata e mezzo bicchiere di acqua.

Strudel di banane e Nutella

 

E’ stato un week end ricco di impegni per me, e durante uno di questi pomeriggi scopro mio nipote che si prepara una merenda  a base di banane e cucchiaini di Nutella, da qui mi è venuta l’idea di usare questa splendida accoppiata all’interno di una pasta sfoglia che gli conferisce quella croccantezza che si sposa a meraviglia con la cremosità della Nutella e la morbidezza della banana. Questa ricetta nata così per caso rientra in quelle ricette che amo definire minimaliste cioé con pochi ingredienti e facile da preparare però credetemi molto gustosa…
Strudel di banane e Nutella
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia
2 banane poco mature
3 cucchiai di Nutella
zucchero
Preparazione:
Srotolare la pasta sfoglia e lasciarla riposare per 10 minuti. Tagliare le banane a fettine e poggiarle sulla pasta sfoglia. Aggiungere i tre cucchiai di Nutella e richiudere premendo sui bordi con le dita bagnate di acqua (non ho usato il classico uovo per mantenerlo più leggero). Sempre con le dita bagnate massaggiare la parte superiore e terminare con una spolverata di zucchero. Cuocere in forno a 180° per 15/20 minuti. Servire tiepido.

Crema di latte fritta

Latte fritto con crema di fragole

…come la Francia di Dumas e dei suoi tre moschettieri…
L’0lio, il grano e le verdure ecco i moschettieri di questa nostra terra e il pesce che arriva dai due mari (adriatico e ionio) potrebbe essere tranquillamente il nostro D’Artagnan se poi tutto questo lo inseriamo tra i boschi di ulivi e quelle caretteristiche costruzioni che danno un atmosfera fiabesca che sono i trulli il gioco è fatto.
Non mi rimane altro che lasciarvi gustare questa crema di la latte fritta…  

Crema di latte fritta
Ingredienti per sei porzioni:
Un litro di latte fresco intero
La scorza grattugiata di un limone
250 gr di farina di grano tenero
250 gr di zucchero
4 tuorli
Per la pastella:
Olio delicato per friggere
4 albumi
200 gr di pane grattugiato
Per la salsa:
Una manciata di fragole
Un cucchiaio di zucchero
Mezzo lime
Preparazione
Portare a ebollizione il latte con lo zucchero e la scorza del limone in un pentolino. Aggiungere la farina a pioggia, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi, per una ventina di minuti a fuoco basso. Verso fine cottura aggiungere, uno alla volta, i tuorli: mi raccomando, senza far bollire la crema. Dopodiché versare il composto in una teglia a bordi bassi unta di olio, facendolo arrivare a mezzo centimetro di spessore. Lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente. Nel frattempo preparare la salsina, mettendo nel frullatore le fragole, il lime e lo zucchero, frullando tutto. In alternativa alla salsina, si può sciogliere un paio di cucchiai di marmellata con alcune gocce di acqua. Non appena freddo, tagliare il latte dolce utilizzando delle formine a losanga, oppure altre a piacimento; quindi passare le losanghe prima negli albumi montati a neve e poi nel pangrattato. Friggerle fino a far prendere loro una bella doratura. Servitele spolverizzandole con zucchero a velo.
Vino: con questo piatto nei calici verserei una vendemmia tardiva bianca e non troppo dolce o un moscati d’Asti

Crostata al mascarpone e arancia

Premessa: Bari “vecchia” era una parte della città off-limits fino a una decina di anni fa , tenuta in mano dalla malavita locale, sporca, buia e molto pericolosa, poi arrivò un sindaco che la ripulì, la illuminò, la riempì di locali, bar e ristoranti e divenne la parte più bella della città, la più frizzante piena di vita e di gioventù…
Racconto: stanotte ho sognato che ero tornato a vivere a Bari e gestivo un piccolo ristorante sulla muraglia della città vecchia che avevo chiamato con un lampo di genio “Ristorante il Pizzocchero”, la cosa che più mi colpiva era cogliere l’espressione incuriosita sul viso dei passanti che incollavano il naso sulla vetrina per sbirciare all’interno del ristorante. Uno di questi passanti con la tipica disinvoltura dell’uomo anziano e dall’accento spiccato del nord entrò chiedendo chi fosse il proprietario e non appena mi presentai mi sentii dire… ero curioso di conoscere quel fenomeno che ha aperto di fronte al mare un ristorante dandogli il nome pizzocchero che é il piatto tipico dei monti della Valtellina… Ho aperto gli occhi, ho sorriso e mi sono reso conto che un’ altra settimana stava iniziando…
Buona crostata e buona settimana a tutti Rocco.
Crostata al mascarpone e arancia
Ingredienti per 4 persone:
250 gr di pasta frolla
120 gr di mascarpone
80 gr di ricotta
80 gr di zucchero
5 gr di fecola di patate
1 arancia rossa
2 bicchieri di succo di arancia rossa
Liquore a vostro piacimento
Preparazione:
Cuocere la pasta frolla in forno a 180° per 20 minuti con un foglio di carta da forno e dei fagioli secchi. Setacciare la ricotta, riunirla in una terrina con il mascarpone, aggiungere il liquore (io ho usato il grand marnier) e mescolare il tutto. Tenere da parte. In un pentolino mettere il succo di arancia rossa e lo zucchero, portare ad ebollizione, aggiungere la fecola di patate già sciolta in poca acqua, spegnere e lasciare raffreddare. Riempire la pastafrolla con la crema di mascarpone, guarnire con fette di arancia tagliata sottile e ultimare con lo sciroppo di arancia e zucchero con un cucchiaio.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei una malvasia dolce frizzante piemontese di Castelnuovo don Bosco.

Gelato al forno

Adesso starete sicuramente pensando che a Rocco gli è partito l’embolo dei luoghi comuni/ idiozie/cazzate e vi vuole convincere che si è mangiato il “Gelato al forno” … poi magari ci dirà che sta leggendo il libro “la furia del cavallo morto” e poi ci manca solo che ci dica che ieri sera si è visto il film “la donna nuda con le mani in tasca”
Cari amici, giuro, non ho preso questa ricetta dall’ enciclopedia della burla, è una vecchia ricetta pugliese/campana che ho ritrovato in un vecchio libro e che ha attirato subito la mia curiosità. Non mi crederete ma è un dolce semplicemente incredibile perchè è dolce, amaro, morbido, croccante, caldo e freddo. Insomma un’ esplosione di sapore e consistenza.
P.s. Se cliccate la pagina “dietro le quinte” troverete alcune fotografie che vi aiutano a capire come prepararlo.
Buona settimana a tutti Rocco     
Gelato al forno
Ingredienti per 4 persone:
1 kg di gelato al cioccolato o al caffè amaro
Cointreau o liquore a vostro piacimento
250 gr di zucchero a velo
4 chiare di uovo 
Pan di spagna o savoiardi
Preparazione:
In una teglia di alluminio appoggiare un quadrato di pan di Spagna spesso due dita, spennellare con un liquore a vostro piacimento e mettetelo in freezer per un ora a indurire; tirare fuori dal freezer e coprire con il gelato dal gusto amaro aiutandovi con una spatola, rimettere in freezer per un’ altra oretta abbondante. Al momento di servire il dolce montare a neve con un pizzico di sale le chiare a neve ferma. Non appena montate aggiungere un cucchiaio alla volta lo zucchero a velo. Coprire con questa crema il composto di pan di Spagna e gelato precedentemente preparato e inserire nel forno già caldo con la doppia funzione calore e grill, e farlo cuocere. Non allontanetevi dallo sportello del forno perchè servono proprio 2/3 minuti di cottura. Non appena inizia a indorarsi spegnere e servire subitissimo.   
Vino: nessun abbinamento essendoci il gelato che anestetizza le papille.